Mercoledì 20 maggio, alle ore 17, presso la sede della Lega Navale al Molosiglio, si è tenuto il convegno: Partono i bastimenti... L’Immacolatella Vecchia nel Porto di Napoli. Iconografia e Storia,
promosso dal Comitato Scientifico del Touring Club Campania e
dal Propeller Club, che hanno costituito un Comitato promotore per
il Museo del mare - al quale hanno aderito anche altre realtà locali e
la stessa Associazione Palazzi Napoletani - che riunisce studiosi,
operatori e appassionati per restituire voce a un luogo emblematico del
waterfront partenopeo. Dopo il saluto del Capitano di Fregata Paolo
Postiglione in rappresentanza del Comandante del Comando Marittimo Sud,
Ammiraglio Vincenzo Montanaro , e istituzionali del
presidente Antonio Buonajuto e del vice presidente
Umberto d’Amato, si è dato corso ai lavori moderati da Giovanni
Pandolfo consigliere nazionaleTCI.
L’arch. Sergio Attanasio componente del Comitato scientifico del TCI ,
ha illustrato, attraverso immagini da collezioni pubbliche e private
inedite, selezionate presso le collezioni Bonelli e Bowinkel
dall’architetto Pietro Giordano webmaster dell’Associazione Palazzi
Napoletani, il passato, il presente e il futuro dell’edificio,
progettato dal Vaccaro agli inizi degli anni ’40 del ‘700 come Fortino
del Molo di Portosalvo per il Corpo di Guardia e alloggio per il
Capitano del Porto, poi dal 1748 destinato anche a sede della
Deputazione di Salute, insediata al primo piano dell’edificio. Si è
discusso di possibili destinazioni d’uso e di recupero dell’area al
contorno in continuità con i Magazzini Generali e la Stazione
Marittima.
Nel corso del Convegno sono stati illustrati con la proiezione di
panels : la fortuna iconografica dell’Immacolatella Vecchia (gouache e
quadri); le antiche foto dell’edificio, e del Mandracchio tra Ottocento
e Novecento ampliato dopo l’Unità d’Italia sui due fronti con nuovi
locali al piano terra e la creazione di nuovi moli per una più organica
sistemazione; l’iconografia della città e del molo piccolo nelle guide
dei viaggiatori tra ‘700 e ‘800; il fenomeno dell’Emigrazione e le
Compagnie di Navigazione tra fine ‘800 e inizi ’900, una Ellis Island
napoletana dove si consumavano addii, promesse, paure e speranze. Ha
concluso il Convegno l’intervento dell’urbanista Massimo Clemente
direttore CNR, che ha illustrato l’organizzazione dei porti di Genova,
Livorno e Trieste come esempio di buone prassi e auspicando anche per
il porto di Napoli uno sviluppo che tenga conto del rapporto con la
città. Oggi, grazie alle regate dell’America’s Cup, che avranno come
scenario il Golfo di Napoli, l’edificio dell’Immacolatella, da sempre
nell’immaginario collettivo dei napoletani si spera che torni presto ad
essere un luogo simbolo della Napoli portuale e monumentale nel mondo.
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